
Eccoci qui di nuovo!
Ora la porta che da sul mondo di Neil Gaiman si è aperta e, come impone la raffinata e romantica cavalleria, prego, “prima le signore! “
Per chi ancora pensa che la morte sia una scheletrica megera con il volto di teschio e spietata falciatrice di vite, non ha ancora conosciuto la poetica di Neil Gaiman nella quale la più rinomata mietitrice diviene una “graziosa signorina“ con le vesti di una dark lady con tratti faraonici e dall’animo buono compassionevole e in perenne stupore di fronte alla bellezza della vita.
Ed ecco che vi presento il mio tributo a quest’opera!
DEATH TELA:
Partiamo innanzitutto dal supporto artistico: qui si tratta di una tela sulla quale ho usato le tempere con aggiunte di particolari in acrilico.
Il fondo scuro va ad abbracciare la figura inghiottendole la chioma cotonata tipica del personaggio.
Sul volto pallido spicca il chiarore rosato delle guance applicato per velature (ovvero usando il colore molto liquido su quello già asciugato) al fine di mettere in evidenza il calore e la genuinità di Didì.
Le ombre sul viso sono violacee e acquose mentre quelle lungo il collo più intense per creare distacco e profondità ed ancora quelle presenti sulle spalle si contaminano liberamente tra di loro fondendosi maggiormente con la maglia e lo sfondo creando un effetto approssimato.
Una lunga striscia rossa colore che rappresenta nel linguaggio cromatico la vita così come anche la morte attraversa un lato dell’opera a simboleggiare con la sua doppia valenza il contrasto e la relazione tra questi due concetti.
La luce che cade verso il personaggio in una rappresentazione circolare è stata creata con la foglia d’oro e simboleggia la vita che viene assorbita dal simbolico personaggio della morte.
Inoltre come avrete ben notato mi sono concessa una piccola “licenza artistica“ cambiando il colore degli occhi e delle labbra al fine di dar più contrasti al quadro!
Rimangono presenti il tipico ricciolo sotto l’occhio e l’Ankh .
DEATH CHINA:
Il secondo lavoro è eseguito su carta normale con pennino a china e ripropone il personaggio in una chiave più stilizzata e ironica facendo riferimento ad un adattamento per l’infanzia o la favolistica in generale con tratti semplici d’impatto immediato eseguito attraverso una texture che si espande o si comprime a seconda delle esigenze di chiari e scuri sulla superficie in questione lasciando libero sfogo alla creatività manualistica.